Non un sabato qualunque/Not any given Saturday.
Posted on 03. Oct, 2009 by Andrea Cinquina in E.U., Italy
In English Below

I tracker incontrano Yvo de Boer
La prima settimana qui a Bangkok si sta per concludere e tutti aspettano con trepidazione un po’ di tempo libero per staccare la spina e rilassarsi, poiché è stata una settimana molto dura.
Durante la pausa caffè di metà mattina mi incontro con il capo della delegazione italiana Mara Angeloni, con la quale ho una piacevole chiacchierata di una ventina di minuti sulla nostra prima settimana qui a Bangkok – essendo il sabato di una settimana davvero pesante come appena ricordato, non voglio chiederle nulla sui negoziati, preferisco riservarmi le domande per la prossima settimana.

Nel frattempo, come già annunciato ieri, oggi i tracker hanno incontrato Yvo de Boer (il segretario esecutivo dell’UNFCCC). Ed è stato incredibile.
È una persona davvero incredibile, una di quelle che potresti citare ogni frase da lui pronunciata, e la cosa straordinaria è la saggezza unita alla semplicità con qui espone i suoi concetti.
Per prima cosa ci ricorda che se i Capi di Stato saranno presenti a Copenhagen non può che essere un segnale positivo, poiché loro normalmente si presentano per celebrare un successo e sarebbe molto difficile che partecipino per assistere ad un insuccesso.
È consapevole del fatto che raggiungere un accordo sulle basi suggerite dalla scienza, ovvero una riduzione delle emissioni dal 25% al 40% entro il 2020, sarà un obiettivo molto difficile da raggiungere, ma al tempo stesso ci dice che se non viene raggiunto non deve essere per forza visto come un insuccesso, ma può sempre essere un’ottima struttura per il prossimo passo.
Per lui quello che è successo a Kyoto è stato un po’ l’inverso di quanto detto da Neil Armstrong appena messo piede sulla luna, ovvero per Yvo il protocollo è stato “una grande passo per un uomo, ma un piccolo passo per l’umanità”.

Come dargli torto? Voglio dire, per essere un primo trattato sui cambiamenti climatici è stato incredibilmente complicato, e quindi un grande passo per gli uomini che l’hanno effettuato, ma per l’umanità? Solo l’inizio, molto altro deve essere fatto.
L’importante, come dice lui, “è che bisogna allargare il cerchio, bisogna continuare a far diventare grande questa bolla che si sta creando”.
Per Yvo dobbiamo essere noi bravi a far sapere cosa sta succedendo alle persone che sono a casa, nei nostri paesi, poiché normalmente i politici prendono le decisioni sulla base di quanto il loro popolo chiede.
Perché molti dei politici ora non prendono decisioni in materia? Perché i loro popoli non vogliono ad esempio avere un rallentamento nell’economia, o non vogliono modificare il loro stile di vita; dobbiamo fare sapere noi a cosa si va incontro, e i politici devono mostrare coraggio nel prendere le decisioni.
Per Yvo, “trovare una soluzione ai cambiamenti climatici non vuol dire assolutamente smettere di divertirci”, perché le nostre società hanno solamente bisogno di essere trasformate, non fermate.
Come vedete sono tutte semplici frasi, ma che hanno una forza e una semplicità incredibile.
Avrei molto altro su cui scrivere, ma mi fermerò qui per ora; mi lascerò alcune delle sue preziose citazioni per i prossimi post.
È sabato sera, il famoso party delle NGO ci aspetta.
A presto
The first week here in Bangkok is about to finish and everyone is waiting with trepidation for some free time to restart their mind, as it was a very tough week.
During the mid-morning coffee break I met the head of the Italian delegation Mara Angeloni, and had a nice chat for about twenty minutes with her on our first week here in Bangkok – as it was the last day of a really heavy week, I decided not to ask anything about the negotiations, preferring to save the questions for the next week.
In the meantime, as announced yesterday, today the trackers met Yvo de Boer (Executive Secretary of UNFCCC). And it was incredible.
He’s a really incredible person, one of those person that every single sentence he says could be quoted, as his wisdom is always combined with simplicity.
First he highlighted that if the Heads of State will be present in Copenhagen can only be a positive sign, because they usually go to celebrate successes and not failures.
He is aware that reaching an agreement on the basis suggested by science (reduction in emissions by 25% to 40% by 2020) will be a very difficult goal to achieve, but he also told us that if it is not achieved is must not necessarily be seen as a failure, as it may still be an excellent architecture for the next negotiations.
For him, what happened in Kyoto was the opposite of the Neil Armstrong quote: “a great step for man, but a small step for the mankind”.
How to say he is wrong? I mean, was incredibly complicated because it was the first treaty on climate change, therefore a big step for men, but for the mankind? It was only the beginning, as much more must be done.
The key, as he says, “is that we must widen the circle and deepen the toolbox. We need to grow this bubble”.
We have to let the people back home know what is happening, as politicians usually make decisions based on what their people ask.
Why many of the politicians don’t make decisions regarding climate change? Part of that is because their people do not want to have short-term repercussion such as a slowdown in the economy or changes in their life-styles. We have to tell the people were are we going if we don’t change, and the politicians must show courage in making decisions.
For Yvo, “find a solution to climate change does not mean stop having fun”, because we need to transform, not to stop.
As you see are all of these are simple sentences, but have incredible impact and simplicity at the same time.
I can keep on writing on and on, but I’ll stop here for now and I’ll leave some of his precious quotes for the next posts. It’s Saturday night and the famous party NGO is there waiting for us.








Andrea, aspettiamo il tuo “tracking report” allora! Riguardo la scarsa fattibilità degli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2020, credo che l’unica strada sia di rendere tali restringimenti compatibili con le esigenze dell’economia che, in questo periodo di crisi mondiale, ancora di più assume preminenza su qualsiasi altro tema. Un mero vincolo posto senza alcuna parametrazione alle oggettive possibilità di adeguamento del tessuto produttivo mondiale rischia di passare alla storia solo come un auspicio, per quanto nobile. Da questo punto di vista è interessante sapere se i negoziati sono incentrati semplicemente sulla “contrattazione” dei limiti oppure se si discute soprattutto sugli strumenti necessari (mi riferisco ad esempio a quegli strumenti normativi in grado di attribuire un valore economico alla tutela dell’ambiente) per ottenere dei miglioramenti, magari graduali, ma raggiungibili.
Si, i negoziati sono estremamente complicati; si tratta su moltissimi argomenti, per ognuno dei quali si cerca di conconrdare su di un testo molto specifico.
Le due “materie” principali sono la mitigazione e l’adattamento.
Nell’adattamento c’è molto della questione finanziaria, con i paesi in via di sviluppo che chiedono soldi ai paesi sviluppati per adattarsi ai cambiamenti climatici, sulla base di una responsabilità storica e anche una maggiore capacità finanziaria.
chiedono anche la possibilità di adattare le loro economie, rendendolo piu sostenibili senza ridurre lo sviluppo economico (ad esempio attraverso il trasferimento delle tecnologie).
Per ora nessun paese ancora parla ufficialmente di quanti soldi sia disposto a stanziare.
La mitigazione invece riguarda principalmente la riduzione delle emissioni, ed è spesso anche la cosa che interessa più alle persone a casa, dato che si basa su indicatori facili da percepire.
Anche qui ci sono molti pochi dati ufficiali da parte dei paesi.
Si tratta su molto altro, come la deforestazione, l’uso del suolo, … , ma gli argomenti piu delicati sono finanza e riduzioni.
grazie per i commenti!