Siamo solo noi.. quasi./We are not alone.. almost.
Posted on 08. Oct, 2009 by Andrea Cinquina in E.U., Italy
Chi segue il mio blog avrà notato come spesso non risparmio critiche alle ONG (Organizzazioni Non Governative) per quanto fatto (o non fatto) in Italia riguardo la lotta ai cambiamenti climatici.
Cosi come spesso critico gli italiani stessi, tanto appassionati nel discutere se Berlusconi da festini o se deve pagare multe, quanto così interamente disinteressati al fatto che ora a Bangkok, poi a Copenhagen passando per Barcellona, si sta letteralmente negoziando sul proprio futuro, sulla futura qualità della vita così come da noi conosciuta, sulla propria sopravvivenza.

Ancora molti gradini da salire..
Mi sono sempre chiesto come si possa essere così miopi da poter sentirsi interessati realmente su solo quanto influirà sui nostri prossimi 3-4 anni, e al tempo stesso avere una visione così sfocata e non curarci troppo su quale sarà la nostra vita tra quindici, venti, quaranta anni.
Apparentemente non sono l’unico a pensarla in questo modo; leggevo oggi un articolo di Goeffrey Lean, su grist.org, e a quanto pare le nostre idee sono molto simili – anche se per me quanto stanno (non) facendo le ONG italiane e gli italiani non sia comparabile assolutamente con molti altri paesi con caratteristiche simili (Annex I, europei, etc.), che sono ben più attivi e presenti del nostro.
Per Lean molti Capi di Stato hanno posizioni più “dure”sul cambiamenti climatici di quanto l’abbia in realtà l’opinione pubblica dei propri paesi.
Fornisce alcuni esempi, con Obama (USA) che ha inserito il clima tra le sue maggiori priorità dopo la riforma sanitaria, Gordon Brown (Inghilterra) che sta usando molto del suo tempo per cercare di avere un accordo di successo a Copenhagen (mentre il suo rivale politico, Cameron, ha sottoscritto la sua lotta ai cambiamenti climatici). Lo stesso con Sarkozy (Francia) e la sua tassa sull’anidride carbonica, la Merkel (Germania), Rudd (Australia), Felipe Calderon (Messico), Hu Jintao (Cina), Manmohan Singh (India) o Yukio Hatoyama (Giappone), che ha dichiarato una riduzione delle emissioni del 25% entro il 2020 dopo che il precedente governo, non più di 5 mesi fa aveva fissato la quota all’8%.
Per non parlare della Norvegia, che oggi con la sua dichiarazione di riduzione del 40% entro il 2020 ha già scritto una indelebile pagina nella nostra storia.
Ovviamente tra la lista dei Capi di Stato non possiamo che mancare noi italiani, cvm (come volevasi dimostrare).
Ma Lean sottolinea come nessuno di questi leader è messo spalle al muro sulla questione climatica dal proprio popolo. Certo quanto succede in Inghilterra, con molti movimenti attivi nella lotta contro i cambiamenti climatici, con le testate giornalistiche e tv che trattano l’argomento quotidianamente, è incredibilmente di più di quanto fatto nel belpaese.
Ad esempio (ancora) Gordon Brown ha più volte chiesto alle proprie NGO di penetrare di più nelle comunità in modo da poter dare ai politici un maggior spazio per agire – qui ancora la miopia dei popoli, preoccupati da una flessione economica o da un cambiamento dello stile di vita nei prossimi 5 anni, non riuscendo a focalizzare lo scenario tra 15-30 anni.

..e ancora molta strada da fare..
Come detto da Yvo de Boer nel nostro incontro, bisogna dare il nostro supporto ai politici, poiché in fin dei conti loro fanno quello che il loro popolo chiede.
Ma perchè non ancora cambiamo? Lean riporta due motivi principali per il quali, secondo gli esperti, ancora le persone non si fanno davvero sentire su questo tema.
1) Forse perché non sappiamo cosa fare, quali azioni intraprendere?
2) Forse perché non ci rendiamo conto a cosa davvero stiamo andiamo incontro? O magari come spesso succede quando qualcosa di brutto ci accade, siamo ancora nella fase di non accettare la realtà.
Per me è un po’ un misto di tutte e due, voi in che categoria siete?
In qualunque caso agite, fatevi sentire, mostrate il vostro supporto.. ne abbiamo tutti bisogno.








Io penso che L’Italia è immobile perchè non abbiamo la cultura della prevenzione vedi la Giustizia per esempio con una buona politica di prevenzione ci sarebbero molto meno problemi e soprattutto spese economiche di uelle attuali; un altro esempio lo troviamo nella sanità quanti soldi lo stato potrebbe risparmiare con una buona politica di prevenzione a beneficio del cittadino e così penso anche per l’ambiente. Basta vedere nel piccolo quanti pochi comuni hanno adottato la politica della differenzazione dela spazzatura ecc ecc. Non mi dilungo, mi auguro solo che oggi le notizie saranno migliori.