Gli ultimi giorni qui a Copenhagen sembrano essere stati presi direttamente da uno script di un film thriller.
Il che non sarebbe neanche male, se non fosse per la posta in gioco.
Oggi in particolare sta accadendo di tutto e di più; nessuno ha idea di come stiano le cose ora.

Proviamo a fare un po’ d’ordine.

Il weekend.
Continuano le incredibili dichiarazioni del ministro Prestigiacomo.
Ricordiamo: l’Italia ha messo sul piatto 200 milioni di euro all’anno per tre anni, una cifra ridicola se consideriamo lo scopo: aiutare i paesi maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici.
La maggior parte dei giornali hanno criticato l’ultima campagna acquisti del Real Madrid – Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, per via dei 200 milioni spesi. Immorale, così è stata spesso definita.
Un paese del G8 che stanzia la stessa cifra di una campagna acquisti di una squadra di calcio per la sopravvivenza di milioni e milioni di persone non vi sembra molto più immorale?
Eppure non ho visto media italiani criticare questa offerta, anzi qualcuna l’ha considerata generosa.

Ok, per fortuna che c’è internet e ci sono i blogger che riportano le notizie così come sono.

Pensate che ad una manifestazione imponente come quella di sabato sui cambiamenti climatici il corriere così titolava sul web:
Il giorno del corteo no global. Black Bloc, scontri e arresti”.
Ma come? Ma quale corteo no global! Ma quali Black bloc, scontri e arresti! Ah, parlavano dei mille fermati per custodia preventiva e dei 990 rilasciati immediatamente perché non avevano fatto nulla di nulla.
Ah, si, gli scontri, c’è stato infatti un (e dico uno) ferito. Ovviamente la prima pagina non è per le probabili 100,000 persone che chiedevano un accordo globale per salvare il clima, ma per il corteo no global (non suona male un no global che chiede un accordo globale?) e per il blocco nero che causava degli incidenti che in pratica nessuno ha visto - neanche i giornalisti, altrimenti saremmo stati sommersi di foto e immagini, ma le uniche presenti sono quelle di mille persone messe in fila per essere rilasciate immediatamente la fine della manifestazione.

Che comunque i nostri giornalisti sono abituati a prendere fischi per fiaschi e scrivere mezze verità è ormai normalità, dato che ad esempio le migliaia di cartelloni presenti con su scritto “There is no planet b” e “Nature doesn’t compromisevengono tradotti conNon siamo un Pianeta di serie B‘e ‘la natura non e’ un compromesso’ invece che “non c’è nessun pianeta B” – facendo dell’ironia con il fatto che non ci dovrebbe essere nessun piano B (in inglese piano e pianeta sono plan – planet ) e “la natura non fa compromessi”.

Ah, i giornali italiani continuavano sempre a dire di come l’India, la Cina, il Brasile e un quarto paese a giro erano intransigenti su Kyoto e continuavano a bloccare i negoziati, quando da me veniva sempre riferito che i paesi maggiormente intransigenti su questo erano Tuvalu e l’alleanza delle piccole isole stato (AOSIS) e i paesi africani. Ho scritto anche una lettera alla redazione di questi giornali, dicendo di riportare le cose come stavano, dato che alcuni giorni fa a bloccare le trattative era stato proprio Tuvalu per via di due diversi dibattiti in due diversi giorni (giovedì e venerdì) soprattutto con la Cina. Ma niente.

Oggi.

Segue un riassunto molto breve di cosa sta succedendo oggi.

Primo: questa mattina la coda per entrare al Bella Center era incredibile, una cosa praticamente mai vista.

Chi è riuscito ad entrare – dato che è anche stato chiuso l’accesso ad un certo punto, ha trovato questa situazione: quasi impossibilità a partecipare alle riunioni solitamente aperte a tutti.
L’Africa, in seguito appoggiata dai paesi del gruppo dei 77, abbandona il tavolo delle trattative nell’LCA (gruppo di lavoro sull’azione di cooperazione per il lungo periodo) poiché vogliono avere la sicurezza che il protocollo di Kyoto non cessi di esistere, mentre per riposta paesi dell’umbrella group(alcuni dei paesi sviluppati non EU) abbandonano il KP (gruppo di lavoro su ulteriori impegni del protocollo di Kyoto). La situazione è ancora più confusa, e questa è la ricostruzione di noi trackers. Ora infatti sembra che il KP sia ricominciato di nuovo.

L’accesso agli osservatori va riducendosi sempre più. Pensate che dei 35,000 accrediti rilasciati tra osservatori e membri delle ONG solamente 7,000 saranno autorizzati ad entrare domani e dopodomani nel centro conferenze, e di questi solo 450 nelle plenarie domani e 300 in quelle di mercoledì.
Da giovedì l’accesso al Bella Center sarà ristretto a sole 1,000 persone, che diventeranno 90 venerdì.
Dico, ma vi rendete conto? Così si assicura la trasparenza ad un processo che ha come obiettivo assicurare la sopravvivenza di popoli e nazioni?
Appena avrò le idee più chiare su quanto sta accadendo vi farò sapere. Voi intanto lasciate i vostri commenti o le vostre domande/perplessità.

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  • gaetano mingrino

    caro andrea, che rabbia viene a leggerti. così chi ci rappresenta pensa di censurare i propri misfatti. senti per cercare più risonanza, manda i tuoi post o delle mail anche a radiopopolare e a lifegate radio che hanno un network ciascuna e vediamo di raggiungere più gente possibile. grazie per il tuo lavoro
    gaetano

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