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	<title>adoptanegotiator.org &#187; Italy</title>
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	<description>tracking climate negotiators on the road to Copenhagen</description>
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		<title>I vincitori prendono tutto. The winner takes it all.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 16:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti anni fa gli Abba scrissero una canzone che oggi sembra essere la colonna sonora dei COP15.
Non ci credete? Pensate all&#8217;alleanza delle piccole isole stato (AOSIS) che scrivono una lettera aperta ai paesi industrializzati. Pensate al fatto che una volta le AOSIS e i paesi meno sviluppati (LCD) che si sentono ora non più ascoltati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti anni fa gli Abba scrissero una canzone che oggi sembra essere la colonna sonora dei COP15.<br />
Non ci credete? Pensate all&#8217;alleanza delle piccole isole stato (AOSIS) che scrivono una lettera aperta ai paesi industrializzati. Pensate al fatto che una volta le AOSIS e i paesi meno sviluppati (LCD) che si sentono ora non più ascoltati come dovrebbero, rimpiazzati dalla Cina &#8211; la nuova lei nella canzone.<br />
Ora leggete il testo e pensate all&#8217;adattamento, mitigazione, carte negoziali, la storia che farà da giudice, ect.<br />
Divertitevi</p>
<p>Many years ago, ABBA wrote a song that today seems to be the soundtrack of COP15.<br />
You do not believe me? Think about the alliance of small island states (AOSIS) who writes an open letter to the industrialized countries. Think about the fact that the AOSIS and least developed countries (LCDs) feel themselves no longer heard and considerated, replaced by China &#8211; the new &#8220;her&#8221; in the song.<br />
Now read the text and think about adaptation, mitigation, negotiating cards, the story will be the judge, etc.<br />
enjoy</p>
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<p>Non voglio parlare Di quello che abbiamo passato<br />
Sebbene mi ferisca Adesso è storia<br />
Ho giocato tutte le mie carte Ed è quello che hai fatto anche tu<br />
Non c&#8217;è più niente da dire  Non c&#8217;è più alcun asso da giocare</p>
<p>Chi vince prende tutto<br />
Chi perde si sente piccolo<br />
Accanto alla vittoria<br />
Questo è il suo destino (di lei)</p>
<p>Ero tra le tue braccia Pensando di appartenerti<br />
Sapevo avesse un senso Costruirmi un recinto<br />
Costruirmi una casa Pensando di essere al sicuro<br />
Ma sono stato uno stupido A giocare rispettando le regole</p>
<p>Gli Dei tirano i dadi Le loro menti sono fredde Come il ghiaccio<br />
E c&#8217;è qualcuno qui che  Perde qualcuno a lui molto caro<br />
Chi vince prende tutto Chi perde deve cadere<br />
E&#8217; semplice e chiaro Perché dovrei lamentarmi?</p>
<p>Ma dimmi, lei ti bacia Come ero solito fare io?<br />
Si sente la stessa cosa Quando lei ti chiama per nome?<br />
Da qualche parte nel profondo Dovrai pur sapere che mi manchi<br />
Ma cosa posso dire Le regole vanno rispettate</p>
<p>I giudici decideranno Quelli come me sopportano<br />
Gli spettatori dello spettacolo Restano in platea a guardare<br />
Il gioco continua Un amante o un amico Una cosa grande o piccola<br />
Chi vince prende tutto</p>
<p>Non voglio parlarne Se questo ti rende triste<br />
E capisco che tu Sia venuto a stringermi la mano<br />
Ti chiedo scusa Se ti rende triste vedermi così teso e sfiduciato<br />
Ma vedi, il vincitore prende tutto</p>
<p>ENGLISH</p>
<p>I don&#8217;t wanna talk About the things we&#8217;ve gone through<br />
Though it&#8217;s hurting me Now it&#8217;s history<br />
I&#8217;ve played all my cards And that&#8217;s what you&#8217;ve done too<br />
Nothing more to say No more ace to play</p>
<p>The winner takes it all<br />
The loser standing small<br />
Beside the victory<br />
That&#8217;s her destiny</p>
<p>I was in your arms Thinking I belonged there<br />
I figured it made sense Building me a fence<br />
Building me a home Thinking I&#8217;d be strong there<br />
But I was a fool Playing by the rules</p>
<p>The gods may throw a dice Their minds as cold as ice<br />
And someone way down here Loses someone dear</p>
<p>The winner takes it all<br />
The loser has to fall<br />
It&#8217;s simple and it&#8217;s plain<br />
Why should I complain.</p>
<p>But tell me does she kiss Like I used to kiss you?<br />
Does it feel the same When she calls your name?<br />
Somewhere deep inside You must know I miss you<br />
But what can I say Rules must be obeyed</p>
<p>The judges will decide The likes of me abide<br />
Spectators of the show Always staying low<br />
The game is on again A lover or a friend<br />
A big thing or a small The winner takes it all</p>
<p>I don&#8217;t wanna talk<br />
If it makes you feel sad<br />
And I understand<br />
You&#8217;ve come to shake my hand</p>
<p>I apologize If it makes you feel bad<br />
Seeing me so tense No self-confidence<br />
But you see The winner takes it all<br />
The winner takes it all&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; solo l&#8217;inizio. It&#8217;s only the beginning.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 16:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ultimo giorno per loro, il primo per noi.
Last the for them, the first one for us.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimo giorno? Forse.<br />
Sono molte le notizie che si alternano qui a Copenhagen, come ad esempio su <em>colloqui bilaterali</em> tra alcuni paesi (vedi i 55 minuti tra USA e China, o il colloqui Cina e India) o sul <em>prolungamento</em> del COP15 fino a domani, domenica o lunedì  prossimo.<br />
Le sensazioni nelle ultime giornate e nelle ultime ore sono state un’<strong>alternanza di sentimenti</strong> negativi, quasi positivi e ancora negativi.</p>
<p>Al momento, a mio parere, è <strong>impossibile </strong>avere un accordo <strong>degno </strong>di questo nome.<br />
Attenzione, avere <strong>un accordo</strong> non vuol dire avere <strong>l’accordo</strong>.<br />
Questa è la mia più grande preoccupazione, che dal COP15 venga fuori un accordo di <strong>greenwashing</strong> (dove si lascia far credere che l’accordo raggiunto sia positivo quando poi non in realtà i suoi impatti ambientali sono negativi).</p>
<p>Tempo fa si parlava su quale sarebbe stata la migliore opzione, il migliore risultato da raggiungere a Copenhagen: <em>accordo politico forte</em> o <em>accordo legale debole</em>.<br />
Le ONG invece chiedevano e continuano a chiedere quello che hanno sempre voluto: un <strong>accordo legale forte</strong>.</p>
<p>Data la incredibile difficoltà ad averne uno ora, io dico che a questo punto è meglio tornare a casa <strong>a mani vuote</strong> e aspettare ancora, per l’ennesima volta, un altro anno per il <strong>COP16</strong> in <strong>Messico</strong>.<br />
Lo so, si è sempre detto che <em>aspettare</em> vuol dire <em>rimandare</em>, e rimandare vuol dire continuare ad incrementare il <strong>numero delle vittime </strong>dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Ma se un nuovo trattato verrà firmato, questo verrà <strong>rivisitato</strong> a quanto pare solo nel <strong>2016</strong>. Firmare un trattato pessimo vorrebbe dire posticipare le decisioni reali per <strong>7 anni, non uno</strong>.<br />
Probabilmente bisogna rimandare tutto al COP bis e al COP16 ancora una volta. Ma questa volta dobbiamo fare di tutto affinché <strong>noi</strong>, le persone, saremo <strong>pronti</strong> per questo evento, <strong>non i nostri leader</strong>!</p>
<p>Negli ultimi due anni il movimento, le persone che seguono questo tema e sono preoccupate per il loro futuro, sono <strong>aumentate in un modo incredibile</strong>, un aumento esponenziale senza precedenti.<br />
Il 24 ottobre 2009, il giorno della mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici organizzato da 350.org è stato considerato dalla CNN <strong>la più estesa manifestazione</strong> (intesa a livello globale – 130 paesi circa) di attivismo politico mai effettuata <strong>nella storia</strong>.</p>
<p>Ma tutto questo <strong>non basta</strong>. Bisogna <strong>educare</strong> le persone, fargli sapere cosa succede, perché succede, le conseguenze e le opportunità riguardo questo problema.<br />
Una volta che il movimento, che la pressione da parte della società civile sarà davvero forte, allora i leader si adegueranno. Questo è solo l’inizio. Noi promettiamo il nostro meglio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti fuori.Tutto finito. Anzi no. Is this the end? Not yet.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 19:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pazza giornata di oggi. Divertitevi.
This crazy friday in one post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre ieri sera i negoziati sembravano avere <strong>pochissime probabilità</strong> di terminare con un esito positivo, ecco che questa mattina ci sono stati alcuni annunci che hanno <strong>ridato vita alle speranze</strong> di chi vuole e crede in un trattato <em>equo, ambizioso e legalmente vincolante</em>.</p>
<p>Tutto è cominciato quando la Clinton annuncia che gli Stati Uniti <strong>appoggeranno</strong> e <strong>faranno la loro parte</strong> nella costituzione e finanziamento di un fondo di <strong>100 miliardi di dollari all’anno </strong>per l’adattamento ai cambiamenti climatici dei paesi in via di sviluppo – a partire dal 2020.<br />
Vero? <strong>Si</strong>, arrivano le prime conferme.</p>
<p>Oggi siamo praticamente rimasti <strong>tutti fuori</strong> dal centro conferenze. In pochissimi sono riusciti ad entrare; ai <em>20,000</em> osservatori/ONG accreditati erano stati promessi <em>1,000</em> pass per oggi, ma ieri sera la quota è stata <strong>tagliata ulteriormente</strong> ed i pass assegnati sono scesi a <em>300</em>.</p>
<p><strong>È difficile seguire cosa succede</strong>, siamo tutti con un orecchio ad i monitor che trasmettono la conferenza in diretta, l’altro orecchio ed un occhio ad i cellulari per aspettare notizie da parte dei pochi riusciti ad entrare, e l’altro occhio al computer per le notizie su internet.</p>
<p>Ed ecco che durante il <em>segmento di alto livello</em>, dove appunto parlano tutti i capi di stato, il moderatore annuncia che il segmento verrà fermato per mezzora circa poiché ci sarà <strong>un importante annuncio nella plenaria del COP</strong> (Conferenza delle parti) e del <strong>COP/MOP</strong> (meeting delle parti partecipanti al protocollo di Kyoto).</p>
<p>Tutti incollati al televisore. </p>
<p>Ecco che il primo ministro danese da l’annuncio che i lavori del COP e del COP/MOP <strong>proseguiranno </strong>con gruppi di contatto rispettivamente sul LCA (azione di cooperazione nel lungo periodo) e KP (ulteriori impegni riguardo il protocollo di Kyoto). </p>
<p>Che vuol dire tutto questo?<br />
Beh, vuol dire che i lavori dei gruppi di contatto, ovvero la parte più effettiva di una negoziazione, <strong>riprendono</strong>, quindi si ricomincia a trattare seriamente.</p>
<p><strong>Rasmussen</strong> annuncia che <strong>Connie Hedegaard</strong> sarà il moderatore di entrambi i gruppi di contatto.<br />
Questo preoccupa il gruppo dei 77, poiché credeno che un unico moderatore per entrambe le tracce potrebbe portare alla creazione di un testo unico, ma il primo ministro danese ripete che ci saranno <strong>due tracce distinte</strong>. </p>
<p>Che vuol dire tutto questo? Che <strong>probabilmente il protocollo di Kyoto continuerà ad esistere</strong>.</p>
<p>Tutte buone notizie finora.<br />
Ma ovviamente qualcosa di storto deve andare per forza, no?</p>
<p>Ecco che questa sera trapela una nuova bozza di accordo in cui i paesi sviluppati si impegnano a rispettare il limite delle <strong>550ppm</strong> di anidride carbonica nell’atmosfera, equivalente ad un aumento medio di circa <strong>3 gradi centigradi</strong>. La foto del documento circola tra gli osservatori. Vero? Falso? Dalle Nazioni Unite dicono che questo è uno dei tanti documenti che circolano.</p>
<p>In effetti, i grandi della terra, questa estate, hanno annunciato in coro che l’obiettivo unico sono i <strong>450ppm</strong> e un aumento medio di <strong>massimo di 2 gradi</strong>. Che senso avrebbe ora un accordo del genere? Vedremo. Certo sarebbe un <strong>disastro</strong>.</p>
<p>Questa sera molte persone passeranno la notte in bianco. Questa si che è una certezza. </p>
<p>La cosa curiosa è sentire come nelle due plenarie <em>i discorsi siano completamente diversi</em>. In una i capi di stato rilasciano dichiarazioni che vanno <em>tutte nello stesso senso</em>: <strong>risolvere questa crisi con tutti i mezzi e gli sforzi possibili</strong>. Però sembra che si siano scordati di comunicare le loro intenzioni ai loro negoziatori, che nell’altra sala per ora <em>fanno davvero poco per convergere il tutto un testo unic</em>o.</p>
<p>Quotazione del giorno. Ieri &#8211; qui al COP15- John Kerry, senatore degli Stati Uniti ed uno dei più attivi nel panorama della politica a stelle e strisce su questa tematica ha detto: “<em>se Dick Cheney</em> (storico rivale e pilastro della amministrazione Bush) <em>può dire che anche solo l’1% di probabilità che ci sia un attacco terroristico giustifica al 100% l’implementazione di azioni preventive, allora sicuramente quando gli scienziati dicono che i cambiamenti climatici sono sicuri praticamente al 100%, noi dobbiamo essere capaci di stare uniti, in tutti i nostri sforzi, per combattere una minaccia mortale per la vita di questo pianeta</em>&#8220;.<br />
Ottimo.</p>
<p>Ora speriamo che il testo trapelato sia solo una bufala.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perdendo le parole.. Losing my words</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 19:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[post scritto ieri.
La confusione si sta impadronendo della conferenza, così come la delusione, l’abbattimento, il dispiacere stanno prendendo pian piano il sopravvento su di noi e tutti quelli che come noi hanno davvero a cuore quello di cui stiamo parlando: la sopravvivenza di popoli.
Ieri vi avevo detto di come le riunioni per chiudere i testi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>post scritto ieri.</p>
<p>La <strong>confusione</strong> si sta impadronendo della conferenza, così come la <strong>delusione</strong>, l’<strong>abbattimento</strong>, il <strong>dispiacere</strong> stanno prendendo pian piano il sopravvento su di noi e tutti quelli che come noi hanno davvero <strong>a cuore</strong> quello di cui stiamo parlando: la <strong>sopravvivenza di popoli</strong>.</p>
<p>Ieri vi avevo detto di come le riunioni per chiudere i testi dell’LCA e del KP (vedere legenda sotto) da consegnare ai capi di stato venissero <strong>continuamente posticipate</strong>.<br />
Il KP, che avrebbe dovuto iniziare alle 4 di pomeriggio, e l’LCA che avrebbe dovuto iniziare alle 7 di pomeriggio sono <strong>iniziati a mezzanotte </strong>e finiti rispettivamente all’<strong>una</strong> e alle <strong>cinque</strong> del mattino.<br />
Il risultato sono due testi prodotti che a quanto pare non accontentano nessuno.</p>
<p>Oltre a tutto questo ci si mette anche l’UNFCCC che questa mattina <strong>ha bloccato</strong> l’entrata di alcune ONG che anche se avevano il pass secondario destinato ai 7000 fortunati di oggi, sono dovute <strong>rimanere fuori</strong>.</p>
<p>Poi i negoziati: nel Bella Center regna un clima <strong>surreale</strong>.<br />
Durante la plenaria del COP prende subito la parola il <strong>Brasile</strong> che annuncia come il capo della propria delegazione sia <strong>rimasto fuori </strong>dal centro conferenze, e di come loro si sentano <strong>poco rappresentati</strong>.</p>
<p>Il Brasile, insieme a molti altri paesi come il blocco del G77, sottolinea come <strong>non sia possibile</strong> che il testo negoziale non sia ancora pronto, e come molte parti dei due testi redatti ieri in realtà <strong>non rispecchino </strong>le volontà di molti paesi.</p>
<p>In effetti il segretariato dell’<strong>UNFCCC</strong> sembrerebbe stia facendo di tutto per <strong>perdere credibilità</strong>, come confermato dal problema degli <strong>accrediti</strong> e della regolazione dell’entrata alla conferenza, o la mancanza di traduttori durante la plenaria del CMP (conferenza delle parti membri del protocollo di Kyoto). </p>
<p>Plenaria che tra l’altro avrebbe dovuto iniziare alle 13 e ancora non inizia (vi scrivo alle 18:30).<br />
Nel frattempo <strong>Connie Hedegaard</strong> (come ogni volta ripeto, la mia preferita), la Presidente del COP ha rassegnato <strong>le proprie dimissioni</strong> ed il suo posto sarà preso dal primo ministro danese <strong>Rasmussen</strong>. Il motivo ufficiale è che, dato che presto arriveranno 110 capi di stato, <strong>è più appropriato lasciare tutto in mano del primo ministro</strong>, ma i rumors qui dicono ben altro invece. Connie sarebbe stata <strong>rimpiazzata </strong>o per via delle sue idee troppo “radicali” – in realtà chiedeva continuamente di lavorare per avere un accordo equo e ambizioso – o per il fatto che pare non abbia apprezzato la <strong>pochezza </strong>del testo danese trapelato la scorsa settimana.</p>
<p>Nel frattempo tutte le persone che sono rimaste fuori seppure erano accreditate per questa conferenza <strong>dimostravano la loro contrarietà alla mancanza di trasparenza di queste processo</strong>, venendo anche caricate dalla polizia.<br />
Nulla lascia presagire qualcosa di buono.<br />
A questo punto se bisogna scegliere si deve scegliere di <strong>continuare</strong> a trattare, anche se posticipare ancora potrebbe risultare in un suicidio, oppure <strong>accettare</strong> un accordo che quasi sicuramente sarà di <strong>greenwashing</strong>, ovvero un accordo che sembrerebbe buono, ma che in realtà non lo è.</p>
<p>Intanto uno studio rivela che i cambiamenti climatici ora <strong>stanno costando</strong> all’Italia l’<strong>1,6% del suo prodotto interno lordo</strong>. E questa percentuale è destinata a salire di anno in anno.<br />
Ma mi raccomando, non fatelo sapere in giro..</p>
<p>KP – ulteriori impegni sul protocollo di Kyoto<br />
LCA – azione di cooperazione per il lungo periodo</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La strana scuola dell&#8217;UNFCCC. The crazy UNFCCC school</title>
		<link>http://adoptanegotiator.org/2009/12/15/la-strana-scuola-dellunfccc-the-crazy-unfccc-school/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 21:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I negoziatori rivivono le stesse emozioni di quando io ero ancora sui banchi di scuola. Ma la posta in palio è molto diversa. 
Negotiators are having the approach to this exam i had when i was a student. But here it is not the same thing.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7391" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://adoptanegotiator.org/wp-content/uploads/2009/12/hh.jpg" alt="Questo meeting è sospeso fino al prossimo avviso." title="" width="500" height="334" class="size-full wp-image-7391" /><p class="wp-caption-text">Questo meeting è sospeso fino al prossimo avviso.</p></div>
<p>Avete presente quando avete il <strong>più grande impegno della vostra vita </strong>in un paio di giorni di distanza?<br />
Sarà sicuramente capitato anche a voi di avere avuto un esame che al momento consideravate essere l’esame più importante della vostra vita, no?<br />
Di solito io, come credo la maggioranza di voi, l’affrontavo così:<br />
una grande <strong>X</strong> sulla data dell’esame, poi pianificavo un <strong>programma</strong> fatto di <strong>giorni limite</strong> e <strong>obiettivi</strong> da raggiungere in quei giorni per arrivare <em>preparato per tempo</em> alla data finale. </p>
<p>Mi dicevo sempre: stavolta è importante, stavolta comincio <strong>prima e bene.<br />
</strong><br />
Poi succedeva così. La <strong>prima</strong> data la saltavo, non la rispettavo perché era la prima data. La <strong>seconda</strong> pure, stesso discorso. La <strong>terza</strong>? Beh si può recuperare tutto alla <strong>quinta</strong> se mi metto con <strong>l’impegno sulla materia</strong>.. fino a che non arrivavo alla <strong>notte prima dell’esame</strong> con <em>metà programma o più ancora da studiare.</em><br />
E così per ogni esame che fosse, tesi o altro ancora.</p>
<p>Una <strong>tattica completamente sbagliata </strong>direte voi. Eppure pare attualmente sia <strong>apprezzata</strong> dall’<em>Unione Europea</em> alla <em>Cina</em>, dall’<em>India</em> agli <em>Stati Uniti</em> e via dicendo, tanto è vero che la stanno riproponendo passo dopo passo per la preparazione dell’<em>esame finale del COP15</em>: <strong>Venerdì 18 Dicembre 2009</strong>.</p>
<p>Sembra proprio essere <strong>tutto uguale</strong>, a partire dal fissare delle date intermedie così come facevo io. </p>
<p>Dopo <strong>Bali</strong>, data in cui è stata fissata la data dell’esame, ci sono state le <strong>intersessioni</strong>. Poi il <strong>COP14 di Poznan</strong>, dove avremmo dovuto per lo meno <em>leggere </em>una volta tutto il libro. Poi di nuovo le <em>intersessioni </em>con <strong>Bonn</strong>, ancora Bonn, <strong>Bangkok</strong> e <strong>Barcellona</strong>. </p>
<p>Stesso discorso mio. Ci sarà <strong>sempre tempo per recuperare</strong> alla prossima. Dopo, dopo e ancora dopo.<br />
Fino a quando alcuni giorni prima dell’esame non ti accorgi che <strong>non hai fatto nulla</strong> e quindi cerchi di rimediare <strong>freneticamente </strong>e in un modo <strong>confuso</strong>, affrontando tutti gli argomenti insieme e andando a dormire alle 4 di notte per svegliarti alle 7 di mattina. Perché questo è quello che stanno facendo i negoziatori in questi giorni.</p>
<p>Una differenza però, io lo facevo per i compiti in classe a scuola e per gli esami all’università, dove tutto poteva essere sempre recuperato ed in fin dei conti non erano poi così importanti.</p>
<p>Qui sono due i punti che rendono questa situazione un attimo più seria e complicata:<br />
1)	<strong>parliamo della sopravvivenza di popoli</strong><br />
2)	<strong>il tempo è finito, non si può più rimandare</strong></p>
<p>Alla fine sono sempre riuscito a passare i miei esami, me la sono sempre cavata. Ma qui <em>non è la stessa cosa</em>. <strong>Se l’accordo non è un buon accordo, si perdono vite umane</strong>.<br />
Oggi si è ufficialmente entrati nel <strong>segmento di alto livello</strong>, ovvero la parte delle negoziazioni in cui le delegazioni si tirano un po’ da parte perché tutto sarà ora <em>in mano dei ministri e dei capi di stato e di governo</em>. <strong>Purtroppo</strong> il nostro probabilmente non ci sarà. Dico purtroppo perché penso serenamente che per un italiano sia la cosa più amara che possa esserci: <strong>perdere l’occasione per riscattarci</strong>. </p>
<p>Alla cerimonia di inizio del segmento il principe <strong>Carlo d’Inghilterra </strong>ha tenuto un grande discorso. Speriamo sproni i leader di oggi.<br />
Chiudo con i gruppi di lavoro sul <strong>KP</strong> (ulteriori impegni sul protocollo di Kyoto) e dell’<strong>LCA</strong> (azione di cooperazione nel lungo periodo), che vengono <strong>rimandati da dopo pranzo</strong>.<br />
Cominceranno alle <strong>10 di stasera</strong> se non verranno ulteriormente rimandati.</p>
<p>In pratica <strong>a porte aperte oggi non è successo nulla</strong>.<br />
A porte chiuse chissà.<br />
Si rimandano le plenarie ogni volta o perché si vedono gli <strong>ultimi dettagli per un accordo</strong>, o perché si è <strong>ancora troppo lontani</strong>.</p>
<p>Si spera. Accadrà qualcosa. Intanto l’ottimismo che c’è sempre stato in noi tutti che seguiamo i negoziati qui sta lasciando pian piano spazio alla paura.. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;appello di Tuvalu</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 10:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il toccante appello di Ian Fry, rappresentante di Tuvalu al COP15 di Copenhagen. 11 Dicembre 2009   

Il testo:
L&#8217;intera popolazione di Tuvalu vive al di sotto due metri sul livello del mare. Il punto più alto sul livello del mare in tutta la nazione di Tuvalu è solo quattro metri. 
    [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il toccante appello di Ian Fry, rappresentante di Tuvalu al COP15 di Copenhagen. 11 Dicembre 2009   </p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s5fSLFONWZ4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/s5fSLFONWZ4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p><strong>Il testo:</strong></p>
<p>L&#8217;intera popolazione di Tuvalu vive al di sotto due metri sul livello del mare. Il punto più alto sul livello del mare in tutta la nazione di Tuvalu è solo quattro metri. </p>
<p>    Signora Presidente, non siamo ingenui sulle circostanze e le considerazioni politiche che sono davanti a noi. Sembra che siamo in attesa che alcuni senatori del Congresso degli Stati Uniti concludano prima di poter prendere in considerazione questo problema in modo corretto. Si tratta di una ironia del mondo moderno che il destino del mondo è determinato da alcuni senatori del Congresso degli Stati Uniti. </p>
<p>    Prendiamo atto che il Presidente Obama recentemente è andato in Norvegia per prendere un premio Nobel, a torto o a ragione che sia. Ma siamo in grado di suggerirgli che in onore di questo premio Nobel, dovrebbe affrontare la più grande minaccia per l&#8217;umanità che abbiamo davanti a noi, il cambiamento climatico, e la più grande minaccia per la sicurezza, il cambiamento climatico. Quindi faccio un appello forte affinché sia dato il giusto peso ad una conclusione di questo incontro che porti a due accordi legalmente vincolanti. </p>
<p>    Signora Presidente, questo non è solo una questione di Tuvalu. I paesi insulari del Pacifico &#8211; Kiribas, Isole Marshall, Maldive, Haiti, Bahamas, Grenada &#8211; Sao Tome in Africa occidentale e tutti i paesi meno sviluppati: Bhutan, Laos, Mali, Senegal, Timor-Leste &#8211; e milioni di altre persone in questo mondo sono colpiti enormemente dai cambiamenti climatici. </p>
<p>    Non è solo Tuvalu. </p>
<p>    Negli ultimi giorni ho ricevuto chiamate da tutto il mondo, offrendo la fede e la speranza che si possa giungere ad una conclusione significativa su questo tema. Signora Presidente, questo non è un viaggio dell&#8217;ego per me. Ho rifiutato di effettuare interviste ai media, perché non credo che questa sia solo una questione di ego per me. Io sono solo un semplice lavoratore umile e insignificante del dipartimento ambiente del governo di Tuvalu. Come un umile servo del governo di Tuvalu, devo rivolgere un appello forte a voi che noi consideriamo questa questione in modo corretto. Non voglio causare imbarazzo per voi o per il governo. Ma io voglio che questo problema venga considerato in modo corretto. </p>
<p>    Voglio fortemente che i leader mettano davanti a loro l’opzione di considerare il firmare un trattato legalmente vincolante durante il corso di questa riunione. Faccio questo appello forte e appassionato. Abbiamo avuto la nostra proposta sul tavolo per sei mesi. Sei mesi, non gli ultimi due giorni di questo meeting. Mi sono svegliato questa mattina, e io piangevo, e che non è facile per un uomo adulto da ammettere. Il destino del mio paese è nelle sue mani.</p>
<p><strong>Il video</strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=oUyZOgcHn-Q&#038;feature=player_embedded"></p>
<p>The entire population of Tuvalu lives below two meters above sea level. The highest point above sea level in the entire nation of Tuvalu is only four meters.<br />
Madam President, we are not naive to the circumstances and the political considerations that are before us. It appears that we are waiting for some senators in the US Congress to conclude before we can consider this issue properly. It is an irony of the modern world that the fate of the world is being determined by some senators in the U.S. Congress.<br />
We note that President Obama recently went to Norway to pick up a Nobel Prize, rightly or wrongly. But we can suggest that for him to honor this Nobel Prize, he should address the greatest threat to humanity that we have before us, climate change, and the greatest threat to security, climate change. So I make a strong plea that we give proper consideration to a conclusion at this meeting that leads to two legally binding agreements.<br />
Madame President, this is not just an issue of Tuvalu. Pacific island countries &#8211; Kiribas, Marshall Islands, Maldives, Haiti, Bahamas, Grenada &#8211; Sao Tome in West Africa and all the LDCs: Bhutan, Laos, Mali, Senegal, Timor-Leste &#8211; and millions of other people around this world are affected enormously by climate change.<br />
This is not just Tuvalu.<br />
Over the last few days I´ve received calls from all over the world, offering faith and hope that we can come to a meaningful conclusion on this issue. Madame President, this is not a ego trip for me. I have refused to undertake media interviews, because I don´t think this is just an issue of an ego trip for me. I am just merely a humble and insignificant employee of the environment department of the government of Tuvalu. As a humble servant of the government of Tuvalu, I have to make a strong plea to you that we consider this matter properly. I don´t want to cause embarrassment to you or the government. But I want to have this issue to be considered properly.<br />
I clearly want to have the leaders put before them an option for considering a legally binding treaty to sign on at this meeting. I make this a strong and impassioned plea. We´ve had our proposal on the table for six months. Six months, it´s not the last two days of this meeting. I woke this morning, and I was crying, and that´s not easy for a grown man to admit. The fate of my country rests in your hands.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fila per il COP15. Queuing for the COP15</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 18:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Copenhagen, entrata del Bella Center per il COP15.
Fa così freddo che la mascella mi si congela quasi.
Una fila incredibile mi attende, eppure è lunedì della seconda settimana e le persone davanti a me hanno tutte già l&#8217;accredito &#8211; il chè vuol dire che sono le stesse persone che erano dentro venerdì e sabato scorso.
Come è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Copenhagen, entrata del Bella Center per il COP15.<br />
Fa così freddo che la mascella mi si congela quasi.<br />
Una fila incredibile mi attende, eppure è lunedì della seconda settimana e le persone davanti a me hanno tutte già l&#8217;accredito &#8211; il chè vuol dire che sono le stesse persone che erano dentro venerdì e sabato scorso.<br />
Come è possibile che questa volta c&#8217;è tutta questa fila?<br />
il video è stato effettuato camminando per 4 minuti in direzione contraria.<br />
cliccare per vedere il video:<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KvWUjXD0xh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KvWUjXD0xh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
<a href='http://www.youtube.com/watch?v=KvWUjXD0xh0' >Queuing at COP15</a>.</p>
<p>Copenhagen, Bella Center to the entrance of COP15.<br />
It&#8217;s so cold that my jaw almost freezes.<br />
An incredible queue is waiting for me, but is Monday of the second week here at the COP, and all the people in this queue have been already accredited &#8211; which means that they are the same people who were inside on Friday and Saturday.<br />
How is it possible that today the queue was so long?<br />
the video was made by walking for 4 minutes backward</p>
<p>click to see the video:<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KvWUjXD0xh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KvWUjXD0xh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
<a href='http://www.youtube.com/watch?v=KvWUjXD0xh0' >Queuing at COP15</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Benvenuti al circo COP15. Welcome to the COP15 circus</title>
		<link>http://adoptanegotiator.org/2009/12/14/benvenuti-al-circo-cop15-welcome-to-the-cop15-circus/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 17:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succede esattamente è difficile da sapere. Una tre giorni tra certezze e caos.
What exactly happens is difficult to know. Three days between certainties and chaos.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi giorni qui a <strong>Copenhagen</strong> sembrano essere stati presi direttamente da uno script di un film thriller.<br />
Il che non sarebbe neanche male, se non fosse per <em>la posta in gioco</em>.<br />
Oggi in particolare sta accadendo <strong>di tutto e di più</strong>; nessuno ha idea di come stiano le cose ora. </p>
<p>Proviamo a fare un po’ d’ordine.</p>
<p><strong>Il weekend. </strong><br />
Continuano le <em>incredibili</em> dichiarazioni del ministro Prestigiacomo.<br />
Ricordiamo: l’Italia ha messo sul piatto <strong>200 milioni di euro</strong> all’anno per <strong>tre anni</strong>, una cifra ridicola se consideriamo lo scopo: <em>aiutare i paesi maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici</em>.<br />
La maggior parte dei giornali hanno criticato l’ultima campagna acquisti del Real Madrid &#8211; Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, per via dei 200 milioni spesi. <strong>Immorale</strong>, così è stata spesso definita.<br />
Un paese del G8 che stanzia la stessa cifra di una campagna acquisti di una squadra di calcio per <strong>la sopravvivenza di milioni e milioni di persone</strong> non vi sembra <strong>molto più immorale</strong>?<br />
Eppure <strong>non</strong> ho visto media italiani <strong>criticare</strong> questa offerta, anzi qualcuna l’ha considerata generosa.</p>
<p>Ok, per fortuna che c’è <strong>internet </strong>e ci sono i <strong>blogger </strong>che riportano le notizie <strong>così come sono</strong>.</p>
<p>Pensate che ad una <strong>manifestazione imponente </strong>come quella di sabato sui <em>cambiamenti climatici</em> il corriere così titolava sul web:<br />
“<em>Il giorno del corteo no global. Black Bloc, scontri e arresti</em>”.<br />
Ma come? Ma quale corteo no global! Ma quali Black bloc, scontri e arresti! Ah, parlavano dei <em>mille fermati</em> per custodia preventiva e dei <strong>990</strong> rilasciati immediatamente perché non avevano fatto <strong>nulla di nulla</strong>.<br />
Ah, si, gli scontri, c’è stato infatti un (e dico <strong>uno</strong>) ferito. Ovviamente la prima pagina non è per le probabili 100,000 persone che chiedevano un <strong>accordo globale</strong> per salvare il clima, ma per il corteo <strong>no global </strong>(non suona male un no global che chiede un accordo globale?) e per il <strong>blocco</strong> <strong>nero</strong> che causava degli incidenti che in pratica <strong>nessuno ha visto </strong>- neanche i giornalisti, altrimenti saremmo stati sommersi di foto e immagini, ma le uniche presenti sono quelle di mille persone messe in fila per essere <em>rilasciate immediatamente</em> la fine della manifestazione.</p>
<p>Che comunque i nostri giornalisti sono abituati a prendere fischi per fiaschi e scrivere mezze verità è ormai normalità, dato che ad esempio le migliaia di cartelloni presenti con su scritto “<em>There is no planet b</em>” e “<em>Nature doesn’t compromise</em>” <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/postit/copenhagen/2009/12/12/visualizza_new.html_1646059572.html">vengono tradotti con</a> &#8216;<em>Non siamo un Pianeta di serie B</em>&#8216;e &#8216;<em>la natura non e&#8217; un compromesso’</em> invece che “<strong>non c’è nessun pianeta B</strong>” – facendo dell’ironia con il fatto che non ci dovrebbe essere nessun piano B (in inglese piano e pianeta sono plan – planet ) e “<strong>la natura non fa compromessi</strong>”.</p>
<p>Ah, i giornali italiani continuavano sempre a dire di come l’India, la Cina, il Brasile e un quarto paese a giro erano intransigenti su Kyoto e continuavano a bloccare i negoziati, quando da me veniva sempre riferito che i paesi maggiormente intransigenti su questo erano <strong>Tuvalu e l’alleanza delle piccole isole stato (AOSIS) e i paesi africani</strong>. Ho scritto anche una <strong>lettera alla redazione</strong> di questi giornali, dicendo di <strong>riportare le cose come stavano</strong>, dato che alcuni giorni fa a bloccare le trattative era stato proprio <strong>Tuvalu</strong> <em>per via di due diversi dibattiti in due diversi giorni </em>(giovedì e venerdì) soprattutto con la <strong>Cina</strong>. Ma niente.</p>
<p><strong>Oggi.</strong></p>
<p>Segue un riassunto molto breve di cosa sta succedendo oggi.</p>
<p>Primo: questa mattina la <strong>coda</strong> per entrare al Bella Center <em>era incredibile</em>, una cosa praticamente mai vista.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KvWUjXD0xh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KvWUjXD0xh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Chi è riuscito ad entrare – dato che <em>è anche stato chiuso l’accesso</em> ad un certo punto, ha trovato questa situazione: <strong>quasi impossibilità a partecipare alle riunioni solitamente aperte a tutti</strong>.<br />
L’<strong>Africa</strong>, in seguito appoggiata dai paesi del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G77_(politica)">gruppo dei 77</a>, <strong>abbandona </strong>il tavolo delle trattative nell’LCA (gruppo di lavoro sull’azione di cooperazione per il lungo periodo) poiché vogliono avere la sicurezza che il protocollo di <strong>Kyoto non cessi di esistere</strong>, mentre per riposta paesi dell&#8217;<a href="http://unfccc.int/parties_and_observers/parties/negotiating_groups/items/2714.php">umbrella group</a>(alcuni dei paesi sviluppati non EU) abbandonano il KP (gruppo di lavoro su ulteriori impegni del protocollo di Kyoto). La situazione è ancora più <strong>confusa</strong>, e questa è la ricostruzione di <em>noi trackers</em>. Ora infatti sembra che il <strong>KP sia ricominciato </strong>di nuovo.</p>
<p>L’accesso agli osservatori <strong>va riducendosi </strong>sempre più. Pensate che dei <strong>35,000</strong> accrediti rilasciati tra osservatori e membri delle ONG solamente <strong>7,000</strong> saranno autorizzati ad entrare domani e dopodomani nel centro conferenze, e di questi solo <strong>450</strong> nelle plenarie domani e <strong>300</strong> in quelle di mercoledì.<br />
Da giovedì l’accesso al Bella Center sarà ristretto a sole <strong>1,000 persone</strong>, che diventeranno<strong> 90 venerdì</strong>.<br />
Dico, <strong>ma vi rendete conto</strong>? <strong>Così si assicura la trasparenza ad un processo che ha come obiettivo assicurare la sopravvivenza di popoli e nazioni</strong>?<br />
Appena avrò le idee più chiare su quanto sta accadendo vi farò sapere. Voi intanto lasciate i vostri commenti o le vostre domande/perplessità. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se è contenta lei.. If she is happy..</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 19:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'UE e l'Italia hanno appena annunciato nuovi (vecchi) numeri sui cambiamenti climatici. Il Ministro Prestigiacomo è entusiasta. Voi? Io no?

The EU and Italy have just announced new (old) numbers on climate changes. Minister Prestigiacomo is enthusiastic. You? I do not?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>COP sospeso</strong>, il <strong>COP/MOP sospeso</strong>.<br />
Qualcuno ieri mi ha detto: wow, sarà allora una giornata facile per te domani a Copenhagen. Teoricamente ha senso dato che per risolvere questa situazione si sta procedendo con riunioni <strong>a porte chiuse</strong>, e quindi io non avendo accesso non posso seguire nulla.<br />
Praticamente? <em>Mai una mia giornata è stata più intensa qui a Copenhagen</em>.</p>
<p>Già negli ultimi giorni i miei impegni si sono <strong>quintuplicati</strong>. Ad esempio ieri sono stato intervistato da una <em>radio olandese</em> dal nome impronunciabile, dalla <em>BBC Radio 5</em> e da un <a href="http://theenergycollective.com/cop15/53877 ">giornalista dell’Huffington Post</a>, mentre oggi da una televisione <em>nazionale brasiliana</em>, da un <em>progetto svedese</em> che coinvolge più di mille ragazzi e da <em>current tv green</em>. </p>
<p>Ho conosciuto anche un ragazzo italiano, <strong>Marco Germinario</strong>, fondatore della associazione <a href="www.ragnarock.eu/">ragnarock.eu</a>. La sua storia è interessantissima: laureato in <em>fisica nucleare</em> vive a Copenhagen da 10 anni. Con la sua associazione organizza festival con l’obiettivo di <em>migliorare la nostra società attraverso lo scambio culturale</em> tra i diversi paesi, soprattutto con i paesi nordici.<br />
Quest&#8217;anno la sua missione é stata di promuovere e sensibilizzare sul problema dei cambiamenti climatici presentando la prospettiva e soluzioni nordiche, ed il festival ha visto la presenza di ben <strong>4500 persone</strong>. </p>
<p>Tornando ai negoziati. Nulla di nuovo dal COP15, ma alcune <strong>novità</strong> (se possiamo chiamarle tali) dal consiglio europeo dei capi di stato e di governo.</p>
<p>I 27 hanno deciso che i fondi stanziati per il <strong>fast start financing</strong> (per l’anno 2010,2011,2012) saranno <strong>2.4 miliardi di euro all’anno</strong>. Regno Unito, Francia e Germania contribuiranno ognuna per circa il <strong>20%</strong> del totale.<br />
<strong>L’Italia </strong>parteciperà con <strong>200 miliardi</strong> dei euro l’anno.<br />
Questi soldi faranno parte di un fondo globale di 21 miliardi di euro in tre anni per <em>agevolare l’adattamento ai cambiamenti climatici da parte dei paesi più colpiti</em>. </p>
<p>L’UE ha anche annunciato che ci sarà <strong>una riduzione del 30% delle emissioni nel caso di accordo globale</strong>.</p>
<p>Il Ministro <strong>Prestigiacomo</strong> ha <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/postit/copenhagen/2009/12/11/visualizza_new.html_1645287924.html">cosi commentato</a>: &#8221;<em>Oggi, come italiani ed europei, abbiamo le carte in regola per andare a Copenaghen a chiedere a tutti gli altri paesi del mondo, industrializzati ed in via di sviluppo, l&#8217;impegno concreto per un&#8217;intesa storica che tutti i popoli del mondo ci chiedono a gran voce</em>&#8221;. </p>
<p>Scusate, torniamo un attimo indietro. Ma davvero la Prestigiacomo pensa che quello fatto dall’Italia e dall’Unione Europea <strong>sia abbastanza</strong>? Ma cosa c’è <strong>di nuovo</strong> in tutto questo? <em>Su cosa hanno lavorato</em> i capi di stato? La risposta è comune: <strong>niente</strong>.</p>
<p>Il target delle emissioni è lo stesso annunciato ben <strong>due anni e mezzo fa</strong>, mentre.. a sì.. 2.4 miliardi di euro all’anno invece che la forbice annunciata tra i 2 e i 2.1 miliardi. <strong>Davvero ottimo lavoro capi di stato!</strong> Ora si che possiamo dire come la Prestigiacomo: rispetto a 30 (e dico trenta) mesi fa abbiamo fatto passi da gigante, e ora siamo di nuovo i leader mondiali nella lotta ai cambiamenti climatici.. <em>ma per favore signora ministro</em>.</p>
<p>Intanto è stata pubblicata la <strong>prima bozza del testo dell’LCA</strong> di Copenhagen, anche se gran parte del testo è ancora da negoziare. Dopo una prima analisi quello che emerge è che le emissioni globali debbano essere ridotte su base del 1990 secondo queste tre opzioni: <strong>50, 80 o 95%</strong>.<br />
La nuova bozza riporta anche l’opzione del contenimento dei riscaldamento globale ai <strong>1,5 gradi centigradi</strong> (precedentemente si parlava solamente di 2 gradi centigradi).<br />
Per ora non conviene ancora commentare, poiché il testo subirà senza alcun dubbio <strong>notevoli cambiamenti</strong>.</p>
<p>Domani ci sarà una grande manifestazione qui a Copenhagen; sono attese da <strong>20.000 a 60.000 persone</strong> che marceranno dal centro di Copenhagen fino davanti il Bella Center.<br />
Al tempo stesso le trattative saranno infuocate all’interno del centro conferenze.</p>
<p>Vedremo cosa succederà..</p>
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		<title>Cuor di Tuvalu.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 18:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cinquina</dc:creator>
				<category><![CDATA[E.U.]]></category>
		<category><![CDATA[Italy]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
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		<description><![CDATA[I negoziati qui a Copenhagen sono temporaneamente sospesi fino a data da destinarsi. Cosa è successo?

The negotiations here in Copenhagen are temporarily suspended until a later date. What happened?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Copenhagen</strong>, due settimane al natale. Quando uno sente queste due parole nella stessa frase gli viene subito in mente la calma di una fredda, magari innevata capitale nordica.</p>
<p>In realtà l’atmosfera qui a Copenhagen si sta letteralmente surriscaldando per via dei negoziati sui cambiamenti climatici – scusate il gioco di parole.</p>
<p>Ieri lo stato di Tuvalu ha alzato la voce chiedendo ed ottenendo l’<strong>interruzione </strong>della plenaria del COP per alcune ore.<br />
Il motivo? La richiesta di un <strong>gruppo di contatto</strong> sulla <strong>forma</strong> del testo che il nuovo probabile accordo di Copenhagen debba avere – in sostanza sul fatto se ci sarà <em>un nuovo accordo legale</em>, se esso sarà <em>parallelo</em> al protocollo di Kyoto o se lo <em>sostituisca</em>.</p>
<p>Le riunioni plenarie della COP (Conferenza delle Parti) sono riunioni che avvengono appunto esclusivamente durante le COP, ovvero <em>una volta all’anno</em>.<br />
Tutte quelle a cui io ho assistito a Bonn, Bangkok e Barcellona erano delle riunioni dei <strong>gruppi di lavoro ad hoc</strong> per la <em>preparazione</em> al COP15.</p>
<p>Ora, quando un paese richiede un gruppo di contatto su di un argomento è perché esistono delle <strong>forti divergenze</strong> ad esempio durante la plenaria, e quindi si richiede la possibilità della creazione di un <em>tavolo di discussione </em>tra le parti più attive su quell’argomento per cercare di trovare così più facilmente un accordo.</p>
<p>Oggi questo è successo di nuovo: Tuvalu ha richiesto durante la plenaria del COP un <strong>nuovo gruppo di contatto</strong> sugli impegni successivi riguardanti il protocollo di Kyoto, poiché ci si era arenati proprio su questa discussione.<br />
In pratica l’intervento tradotto in un linguaggio comune e diretto è stato: <em>vogliamo sapere se ci saranno ulteriori impegni delle diverse parti sul futuro del protocollo di Kyoto.</em></p>
<p><strong>La richiesta è legittima</strong>, in quanto la sopravvivenza dello stato stesso e di molte delle piccole isole stato del pacifico è a forte rischio nei prossimi anni, ed il protocollo da questo punto di vista <strong>è essenziale</strong> per loro.</p>
<p>Il segretariato, vedendo che i paesi che avevano già cominciato a schierarsi sull’utilità o meno di una nuova richiesta di un gruppo di contatto, hanno <strong>sospeso</strong> di nuovo il COP ma questa volta <strong>fino a data da destinars</strong>i, per cercare di rimettere a posto le cose. </p>
<p>Di conseguenza, dopo la chiusura del COP è stato sospeso anche il CMP (ovvero il COP/MOP, la conferenza delle parti che hanno aderito al protocollo di Kyoto).<br />
Adesso è davvero <strong>difficile stabilire cosa stia succedendo</strong>, in quanto tutto procede a porte chiuse.<br />
Domani si aspetta una giornata ancora più calda qui al COP.. rimanete aggiornati!</p>
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