Thursday, 18th March 2010

Perdendo le parole.. Losing my words

Posted on 17. Dec, 2009 by Andrea Cinquina in E.U., Italy | View Comments

post scritto ieri.

La confusione si sta impadronendo della conferenza, così come la delusione, l’abbattimento, il dispiacere stanno prendendo pian piano il sopravvento su di noi e tutti quelli che come noi hanno davvero a cuore quello di cui stiamo parlando: la sopravvivenza di popoli.

Ieri vi avevo detto di come le riunioni per chiudere i testi dell’LCA e del KP (vedere legenda sotto) da consegnare ai capi di stato venissero continuamente posticipate.
Il KP, che avrebbe dovuto iniziare alle 4 di pomeriggio, e l’LCA che avrebbe dovuto iniziare alle 7 di pomeriggio sono iniziati a mezzanotte e finiti rispettivamente all’una e alle cinque del mattino.
Il risultato sono due testi prodotti che a quanto pare non accontentano nessuno.

Oltre a tutto questo ci si mette anche l’UNFCCC che questa mattina ha bloccato l’entrata di alcune ONG che anche se avevano il pass secondario destinato ai 7000 fortunati di oggi, sono dovute rimanere fuori.

Poi i negoziati: nel Bella Center regna un clima surreale.
Durante la plenaria del COP prende subito la parola il Brasile che annuncia come il capo della propria delegazione sia rimasto fuori dal centro conferenze, e di come loro si sentano poco rappresentati.

Il Brasile, insieme a molti altri paesi come il blocco del G77, sottolinea come non sia possibile che il testo negoziale non sia ancora pronto, e come molte parti dei due testi redatti ieri in realtà non rispecchino le volontà di molti paesi.

In effetti il segretariato dell’UNFCCC sembrerebbe stia facendo di tutto per perdere credibilità, come confermato dal problema degli accrediti e della regolazione dell’entrata alla conferenza, o la mancanza di traduttori durante la plenaria del CMP (conferenza delle parti membri del protocollo di Kyoto).

Plenaria che tra l’altro avrebbe dovuto iniziare alle 13 e ancora non inizia (vi scrivo alle 18:30).
Nel frattempo Connie Hedegaard (come ogni volta ripeto, la mia preferita), la Presidente del COP ha rassegnato le proprie dimissioni ed il suo posto sarà preso dal primo ministro danese Rasmussen. Il motivo ufficiale è che, dato che presto arriveranno 110 capi di stato, è più appropriato lasciare tutto in mano del primo ministro, ma i rumors qui dicono ben altro invece. Connie sarebbe stata rimpiazzata o per via delle sue idee troppo “radicali” – in realtà chiedeva continuamente di lavorare per avere un accordo equo e ambizioso – o per il fatto che pare non abbia apprezzato la pochezza del testo danese trapelato la scorsa settimana.

Nel frattempo tutte le persone che sono rimaste fuori seppure erano accreditate per questa conferenza dimostravano la loro contrarietà alla mancanza di trasparenza di queste processo, venendo anche caricate dalla polizia.
Nulla lascia presagire qualcosa di buono.
A questo punto se bisogna scegliere si deve scegliere di continuare a trattare, anche se posticipare ancora potrebbe risultare in un suicidio, oppure accettare un accordo che quasi sicuramente sarà di greenwashing, ovvero un accordo che sembrerebbe buono, ma che in realtà non lo è.

Intanto uno studio rivela che i cambiamenti climatici ora stanno costando all’Italia l’1,6% del suo prodotto interno lordo. E questa percentuale è destinata a salire di anno in anno.
Ma mi raccomando, non fatelo sapere in giro..

KP – ulteriori impegni sul protocollo di Kyoto
LCA – azione di cooperazione per il lungo periodo

La strana scuola dell’UNFCCC. The crazy UNFCCC school

Posted on 15. Dec, 2009 by Andrea Cinquina in E.U., Italy | View Comments

Questo meeting è sospeso fino al prossimo avviso.

Questo meeting è sospeso fino al prossimo avviso.

Avete presente quando avete il più grande impegno della vostra vita in un paio di giorni di distanza?
Sarà sicuramente capitato anche a voi di avere avuto un esame che al momento consideravate essere l’esame più importante della vostra vita, no?
Di solito io, come credo la maggioranza di voi, l’affrontavo così:
una grande X sulla data dell’esame, poi pianificavo un programma fatto di giorni limite e obiettivi da raggiungere in quei giorni per arrivare preparato per tempo alla data finale.

Mi dicevo sempre: stavolta è importante, stavolta comincio prima e bene.

Poi succedeva così. La prima data la saltavo, non la rispettavo perché era la prima data. La seconda pure, stesso discorso. La terza? Beh si può recuperare tutto alla quinta se mi metto con l’impegno sulla materia.. fino a che non arrivavo alla notte prima dell’esame con metà programma o più ancora da studiare.
E così per ogni esame che fosse, tesi o altro ancora.

Una tattica completamente sbagliata direte voi. Eppure pare attualmente sia apprezzata dall’Unione Europea alla Cina, dall’India agli Stati Uniti e via dicendo, tanto è vero che la stanno riproponendo passo dopo passo per la preparazione dell’esame finale del COP15: Venerdì 18 Dicembre 2009.

Sembra proprio essere tutto uguale, a partire dal fissare delle date intermedie così come facevo io.

Dopo Bali, data in cui è stata fissata la data dell’esame, ci sono state le intersessioni. Poi il COP14 di Poznan, dove avremmo dovuto per lo meno leggere una volta tutto il libro. Poi di nuovo le intersessioni con Bonn, ancora Bonn, Bangkok e Barcellona.

Stesso discorso mio. Ci sarà sempre tempo per recuperare alla prossima. Dopo, dopo e ancora dopo.
Fino a quando alcuni giorni prima dell’esame non ti accorgi che non hai fatto nulla e quindi cerchi di rimediare freneticamente e in un modo confuso, affrontando tutti gli argomenti insieme e andando a dormire alle 4 di notte per svegliarti alle 7 di mattina. Perché questo è quello che stanno facendo i negoziatori in questi giorni.

Una differenza però, io lo facevo per i compiti in classe a scuola e per gli esami all’università, dove tutto poteva essere sempre recuperato ed in fin dei conti non erano poi così importanti.

Qui sono due i punti che rendono questa situazione un attimo più seria e complicata:
1) parliamo della sopravvivenza di popoli
2) il tempo è finito, non si può più rimandare

Alla fine sono sempre riuscito a passare i miei esami, me la sono sempre cavata. Ma qui non è la stessa cosa. Se l’accordo non è un buon accordo, si perdono vite umane.
Oggi si è ufficialmente entrati nel segmento di alto livello, ovvero la parte delle negoziazioni in cui le delegazioni si tirano un po’ da parte perché tutto sarà ora in mano dei ministri e dei capi di stato e di governo. Purtroppo il nostro probabilmente non ci sarà. Dico purtroppo perché penso serenamente che per un italiano sia la cosa più amara che possa esserci: perdere l’occasione per riscattarci.

Alla cerimonia di inizio del segmento il principe Carlo d’Inghilterra ha tenuto un grande discorso. Speriamo sproni i leader di oggi.
Chiudo con i gruppi di lavoro sul KP (ulteriori impegni sul protocollo di Kyoto) e dell’LCA (azione di cooperazione nel lungo periodo), che vengono rimandati da dopo pranzo.
Cominceranno alle 10 di stasera se non verranno ulteriormente rimandati.

In pratica a porte aperte oggi non è successo nulla.
A porte chiuse chissà.
Si rimandano le plenarie ogni volta o perché si vedono gli ultimi dettagli per un accordo, o perché si è ancora troppo lontani.

Si spera. Accadrà qualcosa. Intanto l’ottimismo che c’è sempre stato in noi tutti che seguiamo i negoziati qui sta lasciando pian piano spazio alla paura..

L’appello di Tuvalu

Posted on 15. Dec, 2009 by Andrea Cinquina in E.U., Italy, bits | View Comments

Il toccante appello di Ian Fry, rappresentante di Tuvalu al COP15 di Copenhagen. 11 Dicembre 2009

Il testo:

L’intera popolazione di Tuvalu vive al di sotto due metri sul livello del mare. Il punto più alto sul livello del mare in tutta la nazione di Tuvalu è solo quattro metri.

Signora Presidente, non siamo ingenui sulle circostanze e le considerazioni politiche che sono davanti a noi. Sembra che siamo in attesa che alcuni senatori del Congresso degli Stati Uniti concludano prima di poter prendere in considerazione questo problema in modo corretto. Si tratta di una ironia del mondo moderno che il destino del mondo è determinato da alcuni senatori del Congresso degli Stati Uniti.

Prendiamo atto che il Presidente Obama recentemente è andato in Norvegia per prendere un premio Nobel, a torto o a ragione che sia. Ma siamo in grado di suggerirgli che in onore di questo premio Nobel, dovrebbe affrontare la più grande minaccia per l’umanità che abbiamo davanti a noi, il cambiamento climatico, e la più grande minaccia per la sicurezza, il cambiamento climatico. Quindi faccio un appello forte affinché sia dato il giusto peso ad una conclusione di questo incontro che porti a due accordi legalmente vincolanti.

Signora Presidente, questo non è solo una questione di Tuvalu. I paesi insulari del Pacifico – Kiribas, Isole Marshall, Maldive, Haiti, Bahamas, Grenada – Sao Tome in Africa occidentale e tutti i paesi meno sviluppati: Bhutan, Laos, Mali, Senegal, Timor-Leste – e milioni di altre persone in questo mondo sono colpiti enormemente dai cambiamenti climatici.

Non è solo Tuvalu.

Negli ultimi giorni ho ricevuto chiamate da tutto il mondo, offrendo la fede e la speranza che si possa giungere ad una conclusione significativa su questo tema. Signora Presidente, questo non è un viaggio dell’ego per me. Ho rifiutato di effettuare interviste ai media, perché non credo che questa sia solo una questione di ego per me. Io sono solo un semplice lavoratore umile e insignificante del dipartimento ambiente del governo di Tuvalu. Come un umile servo del governo di Tuvalu, devo rivolgere un appello forte a voi che noi consideriamo questa questione in modo corretto. Non voglio causare imbarazzo per voi o per il governo. Ma io voglio che questo problema venga considerato in modo corretto.

Voglio fortemente che i leader mettano davanti a loro l’opzione di considerare il firmare un trattato legalmente vincolante durante il corso di questa riunione. Faccio questo appello forte e appassionato. Abbiamo avuto la nostra proposta sul tavolo per sei mesi. Sei mesi, non gli ultimi due giorni di questo meeting. Mi sono svegliato questa mattina, e io piangevo, e che non è facile per un uomo adulto da ammettere. Il destino del mio paese è nelle sue mani.

Il video

The entire population of Tuvalu lives below two meters above sea level. The highest point above sea level in the entire nation of Tuvalu is only four meters.
Madam President, we are not naive to the circumstances and the political considerations that are before us. It appears that we are waiting for some senators in the US Congress to conclude before we can consider this issue properly. It is an irony of the modern world that the fate of the world is being determined by some senators in the U.S. Congress.
We note that President Obama recently went to Norway to pick up a Nobel Prize, rightly or wrongly. But we can suggest that for him to honor this Nobel Prize, he should address the greatest threat to humanity that we have before us, climate change, and the greatest threat to security, climate change. So I make a strong plea that we give proper consideration to a conclusion at this meeting that leads to two legally binding agreements.
Madame President, this is not just an issue of Tuvalu. Pacific island countries – Kiribas, Marshall Islands, Maldives, Haiti, Bahamas, Grenada – Sao Tome in West Africa and all the LDCs: Bhutan, Laos, Mali, Senegal, Timor-Leste – and millions of other people around this world are affected enormously by climate change.
This is not just Tuvalu.
Over the last few days I´ve received calls from all over the world, offering faith and hope that we can come to a meaningful conclusion on this issue. Madame President, this is not a ego trip for me. I have refused to undertake media interviews, because I don´t think this is just an issue of an ego trip for me. I am just merely a humble and insignificant employee of the environment department of the government of Tuvalu. As a humble servant of the government of Tuvalu, I have to make a strong plea to you that we consider this matter properly. I don´t want to cause embarrassment to you or the government. But I want to have this issue to be considered properly.
I clearly want to have the leaders put before them an option for considering a legally binding treaty to sign on at this meeting. I make this a strong and impassioned plea. We´ve had our proposal on the table for six months. Six months, it´s not the last two days of this meeting. I woke this morning, and I was crying, and that´s not easy for a grown man to admit. The fate of my country rests in your hands.

The Adopter - Andrea Cinquina

Andrea Bio

Andrea Cinquina è un ragazzo italiano di trenta anni, nato e cresciuto a Pescara, in Abruzzo. Laureato in Economia Ambientale presso l'Universitá di Pescara, ha frequentato un master internazionale di due anni in Svezia sugli studi ambientali e le scienze sostenibili. continua a leggere »


The Adopted - Meet Mara Angeloni

Andrea ha adottato la delegazione italiana, guidata da Mara Angeloni, capo negoziatore presso l'Unione Europea e le Nazioni Unite e responsabile dell'unitá clima presso la direzione per la Ricerca Ambientale e lo Sviluppo.





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